Nel cuore della provincia di Salerno, tra i tesori del Vallo di Diano spiccano le Grotte di Pertosa-Auletta e il rinomato Carciofo Bianco.

Entrambi rappresentano due eccellenze del territorio.

Le une offrendo un viaggio affascinante nel cuore della terra, l’altro in quanto prodotto Slow Food dal sapore unico proveniente da coltivazione sostenibile.

Scopriamo insieme queste meraviglie.

Le Grotte di Pertosa – Auletta

Situate nel massiccio dei Monti Alburni, le Grotte di Pertosa – Auletta sono un vero e proprio spettacolo naturale. 

Sono un complesso di cavità carsiche, parte del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Questo sito naturale offre due esperienze uniche in Europa: 

  • la possibilità di navigare un fiume sotterraneo, il Negro.
  • visitare i resti di un villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C. 

Entrando nelle grotte, i visitatori vengono accolti da un silenzio quasi magico, rotto solo dal rumore della cascata sotterranea in sottofondo.

Dopo la traversata in barca, si arriva al percorso pedonale attraverso spettacolari corridoi adornati da stalattiti e stalagmiti. 

Le grotte non solo affascinano per la loro bellezza naturale, ma anche per la ricca storia che conservano.

Infatti, i paleontologi hanno ritrovato al loro interno un villaggio risalente all’età del ferro, i cui reperti sono ora esposti nei principali musei nazionali.

Nelle grotte si susseguono varie “sale” ognuna con un nome particolare legato a peculiarità storiche o estetiche.

Si inizia dalla sala delle Meraviglie per poi proseguire in barca fino al grande ingresso. 

Da lì, proseguendo si raggiunge la Sala del Trono e la Grande Sala, alta 24 metri.

Il percorso giunge fino alla grande Cascata Sotterranea e alla Sala del Paradiso.

Ricche di colori, forme e dimensioni diverse, le Grotte di Pertosa-Auletta, suscitano stupore e ammirazione.

Inoltre, offrono una piacevole avventura che unisce Storia e natura incontrastata. 

Il Carciofo Bianco del Vallo di Diano: un gioiello della terra 

Il Carciofo Bianco del Vallo di Diano, noto anche come Carciofo Bianco, è una pregiata varietà coltivata particolarmente nei comuni di Auletta e Pertosa.

Questa varietà si distingue per il suo colore chiaro, tendente all’argento, e per l’assenza di spine.

Una storia di resilienza

Il Carciofo Bianco ha radici profonde nel territorio del Vallo di Diano. 

Ma, negli anni ’80, questa varietà era quasi scomparsa a causa della riduzione delle superfici coltivate. 

Tuttavia, grazie all’impegno di alcuni agricoltori locali, la coltivazione è ripresa. 

Oggi, il Carciofo Bianco è un presidio Slow Food, simbolo della rinascita agricola e della biodiversità del territorio.

Come si produce il Carciofo bianco del Vallo di Diano

La produzione del Carciofo Bianco inizia nella seconda decade di aprile e continua fino alla fine di maggio. 

I carciofi vengono coltivati in piccoli appezzamenti, spesso a conduzione familiare, con una lavorazione completamente manuale. 

La produzione avviene su superfici limitate, garantendo un prodotto di alta qualità e totalmente naturale.

Inoltre, ogni anno, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, la sagra del Carciofo Bianco di Pertosa celebra questo tesoro della terra campana.

Non è il solito carciofo, ha un cuore tenero e dolce

Il cuore è dolce e delicato, rendendolo ideale per il consumo anche a crudo. 

Inoltre, è resistente al freddo, un tratto che lo rende adatto alla coltivazione nelle aree collinari.

Il colore chiaro e la forma a sfera con il foro al centro lo rendono immediatamente riconoscibile.

Poi è totalmente privo di spine, questo lo rende facile da maneggiare e preparare.

E ancora, la coltivazione in piccoli appezzamenti con metodi manuali assicura un prodotto naturale e di qualità superiore.

Infine, è un alimento naturale e ricco di nutrienti, presenta proprietà diuretiche, depurative, riduce il colesterolo.

Come gustare questa “rosa” senza spine

Il Carciofo Bianco di Pertosa è versatile in cucina. 

Ma dà il meglio di sé quando è conservato sott’olio in olio extravergine d’oliva.

Prima di essere conservato sott’olio può essere tagliato in carpaccio, dunque a fettine sottili.

Ma il taglio tradizionale è quello della tipica preparazione della “mammarella”, che conserva solo la parte più tenera, il cuore del carciofo.

Ideale per la preparazione di squisiti antipasti e secondi piatti, per arricchire bruschette o come contorno.

Per un sapore più forte potete aggiungere “Fòrte”, peperoncino serpentino sott’olio, o le lamelle di tartufo.

Il Carciofo Bianco del Vallo di Diano non è solo un ortaggio, è un simbolo di tradizione, resilienza ed eccellenza agricola. 

Un prodotto che, grazie all’amore e alla dedizione dei suoi coltivatori, continua a prosperare e a rappresentare con orgoglio il territorio del Vallo di Diano.

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