Il Cilento e il Vallo di Diano nel secolo scorso sono stati luoghi che hanno prodotto grandi flussi migratori: da qui si partiva in cerca di fortuna e, per combattere la nostalgia di casa, si portavano con sé i prodotti della propria terra.

Ma c’era un “ma”: alle frontiere dei Paesi d’arrivo era vietato far entrare prodotti come carni essiccate, e così i nostri antenati si ingegnavano per ovviare a questo inconveniente con un escamotage che ha dato vita a uno dei prodotti tipici più buoni della tradizione cilentana.

Il caciocavallo dell’emigrante, nato per beffare la dogana

Nei primi del ‘900 il continente americano era la destinazione dei nostri antenati che dal Cilento partivano per costruirsi una vita migliore oltreoceano; qui, al loro arrivo, li aspettava una legge con rigide norme igienico-sanitarie che vietava di portare con sé salumi e insaccati. 

I contadini cilentani che erano in fuga dalla fame e dalla miseria della loro madre patria non erano però disposti a rinunciare ai loro tesori, costituiti appunto dagli alimenti come formaggi e insaccati, e così in breve tempo identificarono una soluzione geniale. 

Gli emigranti cilentani decisero di nascondere salsicce e soppressate dentro un loro formaggio tipico, il caciocavallo. 

Il fatto che a quell’epoca non ci fossero gli strumenti che oggi vediamo negli aeroporti per identificare la presenza di elementi sospetti nelle valigie permise loro di farla franca e di attraversare la frontiera americana senza problemi, conservando nel contempo il loro bottino, illegale ma gustosissimo.

Il caciocavallo dell’emigrante o soppressata ammucciata: da ingrediente della cucina povera a simbolo di cucina ricercata

A distanza di un secolo, il Caciocavallo dell’Emigrante – che nel dialetto Dianese viene chiamato anche Soppressata Ammucciata (ovvero “nascosta”) – resta una delle grandi prelibatezze del Vallo di Diano, un matrimonio di sapori unico in cui si sposano la delicata pasta morbida del Caciocavallo e l’aroma intenso e speziato della soppressata.

Se un tempo il Caciocavallo dell’Emigrante era un simbolo di tempi duri e difficili, col tempo a questo significato se ne è affiancato uno nuovo: la forza e la determinazione dei cilentani a fare sacrifici ma anche l’ingegno e la volontà di custodire, pur lontani da casa, le proprie tradizioni a tavola.

Oggi il Caciocavallo dell’Emigrante è uno dei prodotti made in Cilento più particolari e tipici, e viene realizzato solo ed unicamente in pochi caseifici dislocati nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Grazie a Taste, il Caciocavallo dell’Emigrante può arrivare comodamente sulle tavole di tutto il mondo.

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