Siamo nel Cilento orientale nell’entroterra a pochi km dal bella bellissima costiera e tra le colline c’è un comune magico in cui viene prodotto uno dei salumi più particolari d’Italia, simbolo di storia e artigianalità la Soppressata di Gioi.
Scopriamo in cosa risiede la magia di questo salume, la storia della sua lavorazione artigianale, consistente nella singolare tecnica di “lardellatura” e la sua riscoperta.
Soppressata di Gioi: una storia tramandata che non si ferma
Prima di tutto, c’è da dire che le radici della Soppressata di Gioi affondano nei secoli.
I primi accenni a questo meraviglioso salume risalgono addirittura all’XI secolo.
Tuttavia, i primi riferimenti propriamente storici alla Soppressata di Gioi, li troviamo nel “Compendio di agricoltura pratica” di tal Nicola Columella Onorati del 1832.
Fino alla fine degli anni ‘90, questa prelibatezza sopravviveva nelle produzioni casalinghe degli abitanti del paese, con un procedimento tramandato di generazione in generazione e custodito gelosamente.
Infine, nel 1999, ha destato l’interesse della Facoltà di Agraria di Portici, interesse che l’ha portata a diventare presidio Slow Food nel 2002.
Soppressata di Gioi: ha il grasso al cuore
La Soppressata di Gioi è il frutto di un’attenta selezione delle migliori carni suine, provenienti da allevamenti locali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
La carne, ricavata esclusivamente dalla coscia del maiale, viene sminuzzata finemente e condita con sale marino artigianale e pepe nero in grani.
L’impasto, amalgamato con cura, riposa per circa dieci ore, prima di essere insaccato nel budello naturale.
La fase cruciale è caratterizzata dall’inserimento di un filetto di lardo lungo quanto il budello stesso.
La stagionatura avviene lentamente, per circa 40-45 giorni, in un ambiente controllato, dove acquisisce le sfumature aromatiche e la consistenza perfetta.
Aromi e sfumature di sapore
I profumi che avvolgono la Soppressata di Gioi sono un vero e proprio risveglio dei sensi, un’esperienza olfattiva che si dipana in un gioco armonico di intensità e complessità.
Ma è in bocca che questa prelibatezza rivela appieno il suo esuberante carattere grazie alla sapiente combinazione di spezie come il peperoncino dolce o piccante, il pepe, il finocchietto e il prezzemolo.
Il gusto, lungo e ricco, si sviluppa con una maestria sorprendente, accarezzando il palato con la sua morbidezza e lasciando un’inaspettata sfumatura di castagna a ogni morso.
Ogni ingrediente contribuisce a esaltare le caratteristiche uniche di questo salume, trasformandolo in un’esperienza gustativa indimenticabile.
Come gustarla e abbinarla
La Soppressata di Gioi si gusta al meglio in tutta la sua semplicità, accompagnata da un buon pane casereccio e un bicchiere di vino rosso del Cilento, come l’Aglianico.
Inoltre, le sue note speziate si sposano alla perfezione con i sapori robusti e avvolgenti del territorio cilentano.
È ideale come antipasto o aperitivo, perfetta per arricchire una pizza gourmet.
La Soppressata di Gioi è simbolo di tradizione, passione e autenticità che rispecchia l’anima del Cilento.
Attraverso le sue radici antiche e la sua lavorazione artigianale, questa prelibatezza conquista i cuori e i palati di chiunque abbia il piacere di assaporarla.
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